Dedico queste pagine di teatro a mia sorella Nunzia, al suo talento e alla sua grande determinazione, alla sua personale ricerca tesa verso l'inesprimibile.
A quell'occhio fotografico che dovinque mi ha seguito e che prodigiosamente ha indagato lì dove non c'era alcun accesso.
Fin dove il tempo era cenere.
Grazie a lei ombre numinose si sono diradate ed il quotidiano ha ormai sapore di eterno. |