Biografia

Prisco De Vivo
nasce a San Giuseppe Vesuviano, Napoli  nel 1971.
Sin dall’infanzia, rivela un’eccezionale predilezione per il disegno e la pittura.  Significativo è stato l’incontro con il maestro Pietro Annigoni,  che lo ha guidato verso una poetica pittorica esistenziale rendendo decisivo il suo orientamento artistico intimista.
Le sue prime influenze gli derivano dallo studio dell’arte antica al barocco di Jusepe de Ribera, da Eduard Munch all’espressionismo tedesco.
Il suo discorso artistico tratta in maniera singolare dell'inquietudine umana e si sviluppa in una dimensione estremamente concettuale.
Le sue immagini non sono mai “comode”, o naturalmente belle, esse, invece, dimostrano che l’estetica del dolore ha la stessa forza evocativa delle connessioni sinattiche,  la rappresentazione fa da contraltare alla visione ultima dell’opera che diviene, trasforma e ripara ogni ciclica impalcatura.
Le figure tristi e alienate nell’impasto di cenere-pittura di Riemersioni dalla cenere 1994, preludono la sua intensa ricerca espressiva che si delinea in modo ciclico con La Malinconia dell’uovo 1995, Le scarpe di Auschwitz 1995-1996,  I Ripari 1996,  L’Imbuto e il suo psicodramma 1997, Le bamboline in bocca 1998, I crocefissi in bocca 2000, L’enigma della macchina da cucire 2001-2002.
La sua attuale figurazione è rivolta verso l’indagine di una bellezza femminile tragica e metafisica, una condizione mistica e atemporale che investe non solo la sensualità femminile, ma una vibrazione misteriosa ed inquietante che si fa essenza nello spazio espressivo.
Su questa linea di confine della bellezza nascono gli ultimi cicli: Modelle 2001-2004, Spose 2004-2006,  Poetesse 2008-2009,  Mistiche 2010, Apparizioni 2011-2012, Volti di donna  2008-2013, Fiori luminosi 2014.
Le sue opere sono conservate in collezioni pubbliche e private e appaiono in diversi musei di arte sacra contemporanea in Italia e all’estero. Ha esposto in mostre personali e collettive nazionali ed internazionali.
Dal 1990 ad oggi ha partecipato a varie attività culturali .Si è interessato di filosofia, teatro e cinema, ha collaborato a diversi periodici e riviste cartacee ed on-line d’Arte e Letteratura, Graphie, Exibart, Quaderni di Cinemasud, Clandestino, Cenobio, Nazione Indiana, Poiein.
È stato presente a mostre di poesia visuale e recitals poetici collaborando con noti poeti e registi italiani, fra questi Elio Pecora, Maurizio Cucchi, Wanda Marasco, Pippo Del Bono, Giuseppe Ferrara e Paolo Vallorz.
Nel 1999 ha redatto la sceneggiatura  L’Angelo Cieco, tratta e ispirata dalle  Elegie Duinesi  di  Rainer Maria Rilke, rappresentata nel piazzale del Convento di S. Egidio, Benevento.
La  sua visualizzazione lirica emerge come fine essenziale della creazione espressiva: il teorema iconografico così ottenuto diventa poesia/quadro, non più cornice ottica o sfondo policromo, ma tavolozza emotiva, talvolta anche deriva monocromatica, estenuazione visionaria e ardente trauma amoroso.
Nel 2004 ha pubblicato la prima  raccolta di poesie “Dell’amore del sangue e del ricordo” Il Laboratorio/Le edizioni, Napoli, con prefazione di Plinio Perilli e postfazione di Raffaele Piazza,  selezionata al Premio Pascoli, 2005. Seguono “Segni e parole” lavoro di poesia e immagini a quattro mani con Raffaele Piazza, Il Laboratorio/Le edizioni, Napoli 2006 e il saggio in forma di dialogo dal titolo “L’oscuro fiore dell’arte” (conversazioni con Enzo Rega e Pasquale Gerardo Santella)Il Laboratorio/Le edizioni,  Napoli 2007.
Nel 2008 ha pubblicato “Dalla penultima soglia” Marcus Edizioni con la prefazione di Marcello Carlino.
Nel 2009 ha ricevuto per la raccolta inedita “Il lume della follia” il premio nazionale Minturnae XXIII (Poesia Giovane – Ornella Valerio) e nello stesso anno ha pubblicato la raccolta di poesia ed immagini dal titolo “Ad Auschwitz” con postfazione di Antonella Cilento. Nello stesso anno ha realizzato le illustrazioni di alcune  raffinate raccolte poetiche delle Edizioni L’Arca Felice di Salerno, con la cura di Mario Fresa.
Le sue liriche sono state inserite in prestigiose antologie di letteratura italiana.
Il suo interesse, attualmente rivolto anche  al design e l’arredo,  lo ha portato a collaborare con diverse aziende specializzate nel settore realizzando lavori di grande effetto come la porta “L’Uovo azzurro” per la Ditta Amato 1926, il tavolo/scultura “Elenoire” per la Ditta Mazzocca Innovazioni e la credenza “Corale” (Omaggio ad Edith Piaf ed Alda Merini) per la Fais Arredi in acciaio. Nel 2013 sperimenta un design di oggetti utili stravolti da una poetica ibrida di forte impatto visivo, recuperando materiali tradizionali come la ceramica e il legno, realizza così tazzine, vassoi, servizi da the , lampade e piatti atipici.
Nel 2014 l’artista apre a Quadrelle, all’interno del Parco Regionale del Partenio, nel suggestivo territorio boschivo del torrente Vallelonga il suo atelier Lucis uno spazio dove la luce è la sola protagonista che imprigiona se stessa, nella pelle della scultura, della pittura, del design e nei segni della scrittura.